Riabilitazione senologica: i passi da seguire - FisioMed
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Riabilitazione senologica: i passi da seguire

Riabilitazione senologica: i passi da seguire

Riabilitazione senologica: i passi da seguire

L’intervento chirurgico è una delle soluzioni possibili nel caso di tumore alla mammella, una delle neoplasie più diffuse nel sesso femminile.

A seconda del tipo di tumore, l’intervento può essere diverso. In ogni caso, esso viene seguito da un programma di riabilitazione senologica per permettere alla donna di ritornare ad avere una vita normale.

Di seguito, spiegheremo cosa prevede una corretta riabilitazione senologica svolta da professionisti: Forniremo consigli utili su alcune attività da svolgere in autonomia.

Riabilitazione senologica: il primo passo

Dopo l’intervento chirurgico per un tumore al seno (mastectomia o quadrantectomia) è probabile avvertire un fastidio insistente al braccio corrispondente alla mammella operata. Ciò è causato dalla posizione che il chirurgo ha fatto assumere alla paziente per eseguire l’intervento.

Come alleviare il dolore iniziale

Per alleviare il dolore, subito dopo l’intervento, con l’aiuto del fisioterapista si deve incominciare a muovere l’arto superiore corrispondente al lato operato.

La continuità e la ripetitività dei movimenti aiutano a superare la sensazione di rigidità e di dolore.

Il fisioterapista fornirà semplici esercizi da poter eseguire anche a casa. Il fine iniziale è:

  • un recupero veloce della mobilità del braccio,
  • un graduale miglioramento della capacità funzionale.

Questo è il primo passo del percorso di riabilitazione senologica.

Riabilitazione senologica: le prime settimane

La mobilizzazione dell’arto superiore nelle prime settimane dopo l’intervento chirurgico è essenziale. Essa, infatti, consente di prevenire complicanze sia post-chirurgiche sia legate all’immobilizzazione prolungata del braccio. L’esecuzione giornaliera di specifici esercizi, unitamente alla ripresa delle normali attività quotidiane, permette di ottenere il completo recupero.

Obiettivi della riabilitazione senologica

Gli obiettivi della riabilitazione senologica sono:

  • mantenere una corretta funzionalità dell’arto,
  • impedire retrazioni muscolari e/o cutanee,
  • evitare posture scorrette,
  • aiutare lo sviluppo di canali linfatici collaterali per sopperire alla mancanza di alcune strutture asportate durante l’intervento chirurgico.

Riabilitazione senologica: mobilizzazione dopo circa 6 settimane

Dopo la guarigione completa della ferita, può iniziare la prima fase del recupero sia della mobilità del braccio che della normale ampiezza di movimento, allo scopo di:

  • sollevare il braccio oltre la spalla,
  • mobilizzare il gomito, il polso e le mani,
  • garantire il ritorno veno-linfatico verso il dotto toracico.

L’obiettivo è recuperare la funzionalità dei muscoli del braccio e della spalla attraverso movimenti lenti e controllati. Si devono eseguire ampie inspirazioni che:

  • aumentino l’elasticità della cassa toracica,
  • favoriscano il riflusso del liquido linfatico,
  • aiutino a sciogliere le aderenze.

Riabilitazione senologica: la tonificazione

La fase di tonificazione può iniziare quando il braccio ha raggiunto la normale ampiezza di movimento. Questi esercizi devono essere mostrati da uno specialista che li conosca bene. In questo modo, la paziente potrà poi continuare ad eseguirli autonomamente ed in modo sicuro.

La tonificazione consiste nell’esecuzione di esercizi di forza, di stabilizzazione e propriocettivi. Si devono eseguire esercizi molto semplici che consistono nel muovere le dita di mani e piedi.

Attività aerobiche

Tutto ciò che è aerobico favorisce l’ossigenazione. Ideali sono le passeggiate, anche in montagna, meglio ancora con l’aiuto di bastoncini. Tali strumenti, con la loro azione ritmica di pressione-rilasciamento, stimolano il ritorno venoso-linfatico nelle braccia. Vanno bene anche le escursioni in bicicletta.

Esercizi in acqua

Dopo aver avuto l’assenso del medico, a guarigione completa della ferita chirurgica, è possibile fare esercizi in acqua(in un ambiente fisioterapico idoneo). L’unica accortezza richiesta è di indossare il bendaggio elastico compressivo se fosse presente un linfedema.

Alberto Bozzolan

Fonte: DossierSalute.com

 

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